La Grecia sta per inviare a Bruxelles il piano - almeno un primo piano - delle riforme che intende fare per ottenere il prolungamento di quattro mesi del piano di rientro, concordato lo scorso venerdì. Domani mattina i rappresentanti di Commissione, Bce e Fondo Monetario Internazionale dovranno avere sotto gli occhi il primo elenco di riforme strutturali che Atene si impegna a fare, insomma.
L'economista e studioso della teoria dei giochi Varoufakis - che tanto ha ammaliato la stampa in questi giorni - avrebbe preparato una prima bozza in cui stima entrate dal contrasto alla evasione fiscale e al contrabbando di carburanti e sigarette. Per poter operare efficacemente su questi fronti il governo pensa ad una riforma della pubblica amministrazione. Da queste prime misure Atene conta di ottenere almeno 2,5 miliardi di euro.
Non si sa ancora se nella bozza saranno incluse anche le cosiddette misure "umanitarie": si è letto in questi giorni che l'aumento dei salari minimi non avrebbe impatto sui conti pubblici perché riguarderebbe i dipendenti privati. Non si sa si ci saranno anche le misure di riduzione delle tasse per i più poveri. Insomma, siamo ancora alle indiscrezioni.
Di certo però - come scrive il New Yorker - le promesse elettorali di Syriza sono molto lontane. E - visto che Varoufakis dovrebbe essere uno studioso della teoria dei giochi - è piuttosto sorprendente - o forse neppure troppo - che ai proclami della vigilia sia seguito un accordo molto lontano.
E' pur vero però - scrive l'autorevole testata Usa - che la Grecia ha ottenuto importanti concessioni. E forse ha iniziato un percorso di "inversione" contro le famose politiche di austerity.
Sicuramente le tante anime del partito ne soffriranno. Per ora ci sono le scuse di un veterano, ex partigiano, parlamentare europeo, che si scusa per essersi prestato ad illudere i greci, perché la troika c'è ancora - anche se ora non si chiama più così - e perché i governanti del suo partito si sono limitati a "chiamare carne il pesce".
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