La conferenza del Cairo per la ricostruzione di Gaza si è conclusa con l'annuncio che i Paesi donatori metteranno oltre 5 miliardi di dollari, appunto per la ricostruzione. Ma - al di là dei discorsi e delle proclamazioni diplomatiche - la domanda è forse: chi gestirà quei soldi? Il Presidente Abbas gestirà il denaro, nel senso che Hamas è stata bypassata.
Ma vale la pena di notare che alla conferenza del Cairo hanno parlato due diverse personalità palestinesi: il ministro dell'Economia, nonché presidente del Palestine Investment Fund, Mohamed Mustafa, e il capo del Pecdar, che sta per Palestinian Economic Council on Develpment and Reconstruction, Mohammad I. Shtayyeh, che ministro è stato in passato.
Le due istituzioni pare abbiano piani diversi, per la ricostruzione. Il Pif tra l'altro già collabora con il governo Usa.
Quel che si teme è che sia una lotta di potere per gestire i soldi, che sono tanti. Quel che potrebbe succedere è che la popolartà dell'Anp, già bassina, non ne benefici granché, e che invece ne benefici Hamas, che i soldi non li gestirà, ma potrà denunciare corruzione e malagestione. Ne scriveva un mese fa Al Monitor, prima della Conferenza di Gaza. Il pezzo è molto più interessante delle decine di notizie tutte uguali sulla conferenza.
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