lunedì 5 maggio 2014

I sindacati indicono (e revocano) scioperi anche a Londra

Anche se Renzi forse non lo sa, anche a Londra esistono gli scioperi, si fanno anche nei servizi, e anche nei trasporti, e proprio come da noi  mandano al manicomio gli utenti.
A Londra erano stati indetti tre giorni di sciopero sulla mitica Tube, dal mitico sindacato dei trasporti Rail Maritime and Transport Union. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, aveva anche urlato contro gli scioperi "a gatto selvaggio", e annunciato misure drastiche.
Oggi il sindacato ha annunciato la sospensione dello sciopero, con un comunicato tutto da leggere, anche per i toni da vera organizzazione sindacale. Come spiega il Guardian, però, non è una resa ma un annuncio per aprire le trattative, in una "cornice" in cui si discuterà di tagli e di posti di lavoro. Perché anche per la metropolitana londinese il problema è lo stesso di altri posti: si propone di sostituire il personale alle biglietterie con le macchine - specie nelle stazioni meno frequentate - e il personale non ci sta.
I sindacati oggi dicono che il passo avanti è nel fatto che chi lascia il lavoro lo lascia volontariamente, e chi non vuole andarsene non dovrà vedere tagli di salario.
La London Underground dice che il passo avanti è nel fatto che conta di risparmiare soldi e che affronterà il futuro "in un mondo cambiato". Ovviamente tra qualche mese i conti non torneranno, e qualche altra tensione ci sarà. Ma intanto, era per dire che gli scioperi a gatto selvaggio si annunciano anche lì.


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