Il ragazzino che vedete ha 15 anni. Lo ha detto la madre, che ricordava con orgoglio le date di nascita dei suoi tre figli. Viene da Timor, si chiama Dion Domun, ed è stato incarcerato per otto mesi in un centro di detenzione per immigrati, rischiando cinque anni di galera in un carcere per adulti. L'accusa: traffico di esseri umani. Era, per l'accusa, un "people smuggler", termine che sulla stampa australiana si trova spesso. L'Australia fronteggia l'immigrazione clandestini con metodi non dissimili da quelli che i Paesi europei usano: che governino socialisti o conservatori, il "problema" di barconi di "clandestini" che tentando di entrare ce l'hanno anche loro.
La notizia è che oggi l'accusa di "traffico di persone" è stata ritirata dall'accusa, senza ulteriori spiegazioni. Il merito è di Sarah Westwood, della associazione di avvocati "Victorian Legal Aid", che è riuscita a dimostrare "oltre ogni ragionevole dubbio" che il ragazzo aveva davvero quindici anni . Lo ha fatto andando nel villaggio di Papela, a Timor Ovest, Indonesia, per parlare con i parenti del ragazzo.
Domun è il settantontesimo indonesiano accusato di traffico di persone. Il settimo nei confronti del quale le accuse sono state ritirate. L'accusa ha sostenuto che avesse 19 anni, e non 15, sulla base di metodi considerati attendibili ma non certissimi. E infatti sono considerati poco affidabili da diverse società scientifiche nel mondo.
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